Diario di una missione
Diario Dominican Republic
Dal Giugno 17, 2010 al Giugno 25, 2010
La missione La seconda missione di Operation Smile nella Repubblica Dominicana si è svolta all’Ospedale Centrale Fuerzas Armadas che si trova nella capitale Santo Domingo, dal 16 al 26 giugno 2010.
I volontari medici, infermieri e altri operatori sanitari sono giunti da Filippine, Brasile, Colombia, Honduras, Bolivia, Regno Unito, Stati Uniti, Messico ed hanno lavorato fianco a fianco con i medici volontari locali.
Durante la prima settimana sono stati visitati 100 piccoli pazienti a cui i nostri volontari hanno effettuato esami di laboratorio completi e, nella seconda settimana, 70 bambini sono stati trattati chirurgicamente. Contemporaneamente si è svolto il trattamento post operatorio di 65 pazienti che sono stati operati a Luglio 2009 e, a un anno dall’intervento, sono tornati all’ospedale per i controlli medici e le terapie logopediche.
La testimonianza di Emily Emily Moore, coordinatrice di Operation Smile, era alla sua prima missione e ha deciso di condividere con noi la sua toccante esperienza.
“Era la mia prima volta con Operation Smile, sono rimasta cosi colpita dalla dedizione di tutti i volontari locali ed internazionali. Il lavoro che hanno svolto per cambiare la vita di cosi tanti bambini è stato incredibile e commovente. Tra tutte, mi è rimasta impressa nel cuore la storia del piccolo Alfredo.
Il piccolo Alfredo Quando ho conosciuto questo bambino mi ha colpito subito il suo incredibile sorriso che contagiava chiunque incontrava! Sua madre, che lavorava come cameriera domestica, lo aveva portato a Santo Domingo dopo un viaggio in autobus nella speranza che il suo piccolo potesse essere curato da quella tremenda labio-palatoschisi. Appena giunti in ospedale, è stato mio compito accompagnarli lungo la procedura delle analisi cliniche che avrebbero stabilito se Alfredo potesse essere operato.
Era incredibile vederlo sempre sorridere con tutti! La sua allegria ha alzato il morale degli altri pazienti nella sala di attesa. Durante lo screening, la mamma di Alfredo mi ha raccontato cosa significava davvero questa operazione per lei: avrebbe potuto smettere di preoccuparsi ogni volta che il piccolo Alfredo mangiava o beveva, per paura che gli alimenti gli andassero di traverso. Non ha mai voluto nascondere suo figlio alla gente, ma camminando per strada non poteva fare a meno di soffrire per tutti gli sguardi pietosi e impressionati di chi notava la malformazione sul volto di Alfredo. Che felicità quando hanno annunciato che il piccolo sarebbe stato tra i primi ad essere operati!
Nelle ore prima dell’intervento chirurgico sono stata vicino alla mamma e alla nonna, entrambe avevano uno sguardo pieno di ansia che solo una madre che sta per fare operare il proprio figlio può capire. Dopo essere stato baciato dalla sua mamma, Alfredo è stato portato nella sala operatoria, senza perdere il suo buonumore e la sua calma. Gli anestesisti volontari lo hanno addormentato con una cura e un amore incredibile. Vedere i chirurghi volontari che cambiano la vita di un bambino per sempre è un’immagine che non dimenticherò mai.
La nuova vita di Alfredo Ho tenuto Alfredo in braccio nella sala post operatoria aspettando che si svegliasse dall’anestesia e, quando ha aperto gli occhi, mi ha regalato subito un piccolo sorriso! Il momento più emozionante è stato consegnarlo nelle braccia amorevoli della sua mamma, incredula di fronte alla trasformazione del suo piccolo. La nonna del bimbo mi ha dato un grande abbraccio, ringraziandomi tra le lacrime perché sapeva che adesso il suo nipotino avrebbe avuto una vita migliore.
Durante la settimana post operatoria il fratello maggiore di Alfredo mi ha confessato che non poteva credere ai suoi occhi quando ha visto che Dio aveva curato il suo fratellino. Il lavoro di tutti i volontari di Operation Smile ha avuto un impatto indescrivibile sulle vite di cosi tante persone e famiglie. E’ stato un onore per me aver fatto parte di questo team”.
Un ringraziamento speciale va a Operation Smile Repubblica Dominicana e all’Ospedale Centrale Fuerza Armadas che ha ospitato la missione.
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