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Nelle Filippine per donare sorrisi

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Altea Compostella

Missione internazionale nelle Filippine 22 febbraio – 5 marzo 2017

A febbraio sono partita con la valigia carica di colori, bolle di sapone e giochi per la mia prima missione con Operation Smile: destinazione Manila, Filippine.

Clementina ed io eravamo le studentesse internazionali della missione: entrambe abbiamo seguito il mission training a San Diego lo scorso luglio, che è stato molto utile perché ci hanno spiegato esattamente quale sarebbe stato il nostro ruolo in missione.

Il primo giorno all'ospedale di Manila si è svolto lo screening, durante il quale i pazienti vengono visitati e i medici volontari decidono chi potrà essere operato nei giorni seguenti. È stata una giornata intensa ed emozionante: siamo subito entrate in contatto con i pazienti, bambini e adulti nati con la labiopalatoschisi. Il mio ruolo era quello di intrattenere i bambini che aspettavano il loro turno con diversi giochi, fogli da colorare, nastri per fare i braccialetti e bolle di sapone. Alla vista delle bolle di sapone i bambini sono impazziti di felicità: per noi sono normalissimi giochi che possono avere tutti, ma loro forse non le avevano mai viste prima e questo mi ha fatto riflettere sulla grande fortuna che abbiamo.

altea_julien.jpgMentre giocavo con loro, un bambino di 6 anni ha rapito la mia attenzione: Julien era talmente vivace che non si è fermato mai un attimo e mi ha trasmesso subito molta allegria. E’ stato uno dei bambini che i medici hanno dichiarato idoneo all’intervento ed il giorno dell’intervento l'ho rincontrato nella 'childlife', la sala d'attesa dove si recavano i bambini prima dell'operazione: anche in quell’occasione, Julien si è distinto per la sua vitalità e, a differenza di altri bambini che essendo a digiuno da 24 ore piangevano o dormivano, lui non ha mai smesso di correre e di giocare fino a quando le infermiere non lo hanno portato in sala operatoria. Due giorni dopo sono andata a trovarlo al piano superiore dell'ospedale dove venivano ricoverati i pazienti già operati ed era lì che giocava con la palla correndo e ridendo insieme agli altri bambini. È stato davvero bello seguire Julien in quella settimana, perché ero consapevole di assistere ai momenti che gli avrebbero cambiato la vita, per sempre.

Il giorno degli interventi, in sala di attesa, ho notato una ragazza di 19 anni che si copriva la bocca con uno scialle, come se avesse qualcosa da nascondere e di cui vergognarsi. L'ho incontrata di nuovo qualche giorno dopo essere stata operata e mi ha emozionato molto vederla con la bocca scoperta e con un bellissimo sorriso.

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La missione è stata un'esperienza indimenticabile che mi è rimasta nel cuore, un viaggio bellissimo e una grande soddisfazione personale, perché ho visto e vissuto tutto ciò per cui mi sono impegnata durante l’anno insieme agli altri ragazzi dello Student Programs: donare sorrisi!

Questo è il motivo per cui continuerò a impegnarmi e non mi fermerò fino a quando non avremo curato tutti i bambini con la labiopalatoschisi (this is why I will NOT stop #untilweheal every child).

“Ogni bambino con una malformazione al volto è una nostra responsabilità. Se non ci prendiamo cura di lui, non c’è garanzia che qualcuno lo farà.”

- Kathy Magee, Co –Fondatrice e Presidente di Operation Smile