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Assia Della Vedova Studentessa volontaria “Student Programs”

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Taranto 08-10 luglio 2016

La mia prima missione con Operation Smile a Taranto, a bordo della portaerei Cavour, è stata meravigliosa.

Quando penso ad un ospedale, mi viene in mente un luogo freddo e triste: in questo caso è stato diverso.

Il primo giorno, quando sono scesa nell'ospedale della nave, ho trovato un luogo allegro e caloroso, soprattutto per quel che riguarda la camera dei pazienti, piena di colori e decorazioni, resa il più vivace possibile.

Qualche ora dopo sono arrivati i primi pazienti per le visite: alcuni solo per un controllo, altri per prepararsi all’operazione e noi tre studenti dello Student Programs eravamo lì pronti ad accoglierli. 

Inizialmente ero un po' preoccupata di non essere in grado, di essere timida e di non riuscire a parlarci. Non è stato così. In attesa delle visite ho giocato con i bimbi per distrarli e tranquillizzarli, ho conosciuto anche ragazzi della mia età che erano già alla terza o quarta operazione, ma che non si arrendevano e andavano avanti. Ho ascoltato molte storie, molte realtà di persone che avevano fatto chilometri di strada per arrivare a Taranto. Persone provenienti da tutta Italia, da nord a sud, in macchina o in pullman, per portare i propri figli o per accompagnare i nipoti o i fratelli. Persone con la speranza che quest'operazione sarebbe stata l'ultima e, in ogni caso, felici e consapevoli di poter ricevere delle cure eccellenti.

Una cosa che mi ha colpito è stato il modo con cui tutta l'équipe medica si è relazionata con i pazienti: erano tutti sorridenti e allegri, cercando di farli sentire il più possibile a proprio agio.

Il giorno dopo è stato un giorno molto impegnativo: quello degli interventi. Come semplice studente volontaria, mi sono subito sentita parte della squadra, cosa che mi ha coinvolto e mi ha fatto sentire parte di loro. Sono potuta entrare in sala operatoria per assistere alle operazioni: un'esperienza unica! L'organizzazione dell'équipe medica è stata incredibile: ognuno aveva un ruolo preciso, erano tutti molto professionali ed era visibile un grande rispetto reciproco.

Alcuni interventi sono durati qualche ora e, ogni tanto, sono uscita dalla sala operatoria per andare a parlare con i genitori e i familiari che aspettavano fuori. Erano emozionati, facevano avanti e indietro dalla loro cabina, si guardavano intorno, chiedevano informazioni e aspettavano nervosamente che il loro piccolo, anche se grande, uscisse dalla sala operatoria per poterlo vedere.

La mamma di un ragazzo si è illuminata quando ha saputo che stavo seguendo l'operazione di suo figlio e le è scappata anche qualche lacrima di commozione. Abbiamo parlato, mi ha raccontato delle difficoltà che aveva dovuto affrontare e della labiopalatoschisi molto importante con cui era nato suo figlio, ma anche della gioia di poter vedere che era in mani sicure e che aveva la possibilità di accedere ad ottime cure.

Dopo un po’sono tornata in sala operatoria per assistere alla fine dell'intervento: quando il ragazzo si è risvegliato l'emozione è stata grande. Dopo il risveglio è stato portato nella stanza delle degenze circondato dall’equipe, da parte della quale era visibile una grande felicità per il risultato ottenuto. 

Alla fine della giornata sono stati operati cinque pazienti. Cinque vite cambiate per sempre.

Il giorno seguente i pazienti, ancora un po' deboli, sono stati visitati e poi dimessi: è andato tutto bene!

Questo bel risultato è dovuto alla grande unione dei volontari di Operation Smile, che tutti insieme si fondono in un'unica squadra con un obiettivo comune. Un team, una missione, un sorriso.

Grazie per aver avuto la possibilità di stare sul campo, per aver potuto vedere concretamente a che cosa serve il nostro lavoro come Student Programs. Ora sono motivata a impegnarmi ancora di più, perché più fondi raccogliamo, più vite possiamo cambiare. E non ci fermeremo #untilweheal!

“Ogni bambino con una malformazione al volto è una nostra responsabilità. Se non ci prendiamo cura di lui, non c’è garanzia che qualcuno lo farà.”

- Kathy Magee, Co –Fondatrice e Presidente di Operation Smile