Siete qui: Home > STORIE > Testimonianze Studenti > Storia

 

Sofia Vittori Studentessa volontaria “Student Programs”

Sofia-Vittori2.jpg

Taranto 08-10 luglio 2016

La missione sulla nave Cavour è stata un’emozione dopo l’altra e tantissimo divertimento. Sicuramente una delle esperienze più belle e intense della mia vita.

Il primo giorno, soprattutto nelle prime ore a contatto con i pazienti, avevo moltissima ansia, ero preoccupata di non riuscire a fare il mio lavoro e di ritrovarmi impreparata.  Il secondo giorno avevo familiarizzato con l’ambiente, mi sentivo sempre più a mio agio e riuscivo a fare ciò che mi veniva chiesto.

Adesso, infatti, tornerei subito e non ci penserei neanche un momento. Lì ho visto quanto riusciamo a fare e a quante famiglie restituiamo un sorriso. L’atmosfera sulla nave e, soprattutto, in sala operatoria è stata sempre bellissima. I medici erano sempre sorridenti e rendevano tutto più bello. 

Una delle emozioni più forti che ho vissuto è stata vedere una mamma salutare il figlio prima dell’intervento: riuscivo a vedere negli occhi di quella donna la tristezza e allo stesso tempo la felicità e la speranza di poter affidare il proprio bambino a medici altamente competenti.

Durante la missione ho avuto l’occasione di poter parlare con i ragazzi che erano in attesa dell’intervento e con le loro famiglie.  Le loro storie sono tante, difficili da sentire ma soprattutto tristi ed erano lì in questi giorni con un solo desiderio: vedere i loro figli, nipoti o cugini sorridere di nuovo. 

I ragazzi che sono stati operati questo weekend avevano caratteri diversissimi, ma erano molti uniti tra loro per via della patologia di cui soffrivano. Ricordo ognuno di loro: Alessandro, amante della fotografia e dei piercing; Domenico, vivace e sempre in movimento; Davide, il più piccolo di tutti ed il più fragile; Samuele, il più simpatico del gruppo, sempre pronto a fare una battuta ed a scherzare; Ciro, il più grande di tutti, riservato, dolce e pieno di speranza.

Spero tanto di avere l’opportunità di rivivere un’esperienza come questa e non vedo l’ora di poterla raccontare a tutti.

“Ogni bambino con una malformazione al volto è una nostra responsabilità. Se non ci prendiamo cura di lui, non c’è garanzia che qualcuno lo farà.”

- Kathy Magee, Co –Fondatrice e Presidente di Operation Smile