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Il volto nuovo di Alina …



Alina ha 12 anni e viene da Shamovo, un villaggio in Bielorussia dove ha vissuto con la mamma, il papà e due fratelli fino all’età di sei anni, per poi essere ricoverata in un orfanotrofio che ospita bambini sordomuti, dove vive tuttora.

alina1.jpgLa sua è una storia triste, ma in cui, grazie alla solidarietà di molti, c’è di nuovo spazio per la speranza di una vita normale.

Alina è nata affetta da ipertelorismo, una malformazione che consiste in una abnorme distanza tra gli occhi, con grave deformità della regione centro facciale ed in particolare del naso. La bambina, infatti, è nata priva del setto nasale e la sua malattia è forse riconducibile alle conseguenze delle radiazioni di Chernobyl.

All’età di due anni e mezzo, la piccola subisce il primo intervento chirurgico nel suo paese, ma purtroppo il trapianto di naso che le viene effettuato viene subito rigettato; inoltre, durante la degenza in ospedale, Alina viene contagiata da una malattia infettiva del sangue. Una cura sbagliata con un forte antibiotico le provocherà sordità permanente ad entrambe le orecchie.

All’età di cinque anni la bambina è sottoposta ad un secondo intervento di chirurgia plastica facciale, ma di nuovo, i medici non riescono ad ottenere i risultati sperati e si limitano a rimuovere gli ultimi residui del trapianto precedente e a ricucire il naso di Alina, senza setto nasale di supporto.

La mamma di Alina è costretta ad affidare la figlia alle cure di un istituto/orfanotrofio che ospita una scuola speciale per bimbi sordo-muti. Alina vive dal lunedì al venerdì nell’istituto, senza la sua famiglia accanto.

alina2.jpgNel 2005 si riaccende la speranza per la piccola e la sua mamma che nel frattempo ha conseguito una laurea in logopedia, per poter assistere la figlia e gli altri bambini sordomuti ricoverati nell’istituto. Guido Sancilio, fotografo e fondatore dell’Associazione G.Child Onlus, nel 2005 visita l’orfanotrofio che ospitava Alina, dove ha avviato un progetto medico per fornire delle protesi ai bambini sordi recuperabili, e colpito dalla storia della piccola Alina, chiede di incontrare la mamma della bambina per discutere la possibilità di portare la piccola in Italia per un intervento chirurgico che potesse restituirle un volto e una vita normale.

Con forte determinazione Guido Sancilio avvia la raccolta di fondi per il progetto e prende i contatti con il Direttore Scientifico della Fondazione Operation Smile Italia Onlus.

Dopo due anni e mezzo di lungaggini burocratiche, sono finalmente pronti i documenti necessari al trasferimento della bimba in Italia.

Alina arriva a Roma il 4 giugno 2008 e viene ospitata insieme a sua madre presso la “Casa di Andrea e dei suoi fiorellini” struttura dell’Associazione Andrea Tudisco di Roma. Grazie al fondamentale contributo della Regione Lazio che ha autorizzato il ricovero della bambina presso l'UOC di Chirurgia Maxillo Facciale del Policlinico Umberto I, garantendo la copertura dei costi per l'intervento chirurgico e le cure in favore della bimba, dopo pochi giorni, Alina viene ricoverata al Policlinico Umberto I di Roma ed è sottoposta ad una delicatissima operazione chirurgica effettuata dal prof. Giorgio Iannetti, Direttore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Maxillo Facciale dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza, e dal dott. Domenico Scopelliti, Direttore Scientifico di Operation Smile Italia Onlus, in collaborazione con il prof. Piero Cascone dell’Università La Sapienza di Roma (cattedra di Chirurgia Maxillo Facciale).

Oggi Alina ha un volto nuovo, ma la piccola, in partenza per la Bielorussia, dovrà ritornare a Roma per un’ultima, necessaria, fase di controllo.

“Ogni bambino con una malformazione al volto è una nostra responsabilità. Se non ci prendiamo cura di lui, non c’è garanzia che qualcuno lo farà.”

- Kathy Magee, Co –Fondatrice e Presidente di Operation Smile