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La storia di Gaia

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L’ecografia aveva rilevato un problema al labbro. Ma far nascere Gaia è stata una scommessa che ci ha restituito il sorriso.

“La vostra bambina potrebbe avere difetti cerebrali e rimanere tutta la vita a vegetare su una sedia. Valutate se sia il caso di interrompere la gravidanza.” Parole di piombo, che ci travolsero all’esito dell’esame morfologico. “Ma lei cosa vede nel video?”, chiese mia moglie Laura alla dottoressa. In realtà si poteva visualizzare solo un’apertura al labbro. A Laura sembrava decisamente poco per impedire a nostra figlia di nascere. Io invece provavo rabbia verso il destino che ci remava contro dopo anni di tentativi per avere un bambino… Poi ci fu l’amniocentesi, che escluse la presenza di patologie genetiche associate alla malformazione. 


La prima operazione a sei mesi

C’era “solo” la schisi, ma quel “solo” era pieno di insidie. Che problemi dava, appunto, una labiopalatoschisi? Passai i mesi successivi su internet, tra foto, definizioni mediche, testimonianze che da una parte davano risposte ai miei dubbi, dall’altra mi turbavano. Le ricerche sul web mi convinsero ad affidarci al centro dell’Ospedale San Paolo di Milano, che oggi si chiama, non a caso, Smile House. Ci illustrarono il percorso da seguire. L’8 ottobre 2010 nacque Gaia. Era bellissima e la schisi era un dettaglio messo in ombra da due occhi grandi come il mare di amore che provavamo. A sei mesi Gaia venne operata al labbro, palato duro e naso.


Il secondo intervento a due anni

Il 5 aprile del 2011 fondammo l’associazione “Ti racconto un sorriso” (tiraccontounsorriso.it), una rete di sostegno per le famiglie alle prese con questo problema, e fu come se la nostra bambina nascesse una seconda volta. Gaia affrontò un nuovo intervento (al palato duro e gengiva) nel 2012. Ora sta facendo sedute di logopedia in Smile House e quando avrà sei anni lo staff si prenderà cura anche dei suoi denti. E’ una bambina sana e normale. Grazie ai medici eccezionali che hanno restituito il sorriso alla nostra famiglia.

Roberto Maspes

testo raccolto da Marta Minghi

 

Fonte: Starbene

“Ogni bambino con una malformazione al volto è una nostra responsabilità. Se non ci prendiamo cura di lui, non c’è garanzia che qualcuno lo farà.”

- Kathy Magee, Co –Fondatrice e Presidente di Operation Smile