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La mia prima missione in Ghana

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Giuseppe Lupi, Anestesista
Missione a Ho, Ghana, 30 marzo 10 aprile 2016 

Ho già partecipato a 10 missioni come anestesista volontario di Operation Smile e questa da cui sono appena rientrato è stata la mia prima missione in Ghana.

Eravamo un team di oltre 70 volontari: 8 chirurghi, 7 anestesisti, 3 pediatri, infermieri di sala operatoria, infermieri di post operatoria, infermieri di reparto, infermieri per la notte, biomedici, tecnici, logopediste, dentisti e abbiamo lavorato su 6 tavoli operatori, alcuni giorni anche per 16 ore consecutive senza fermarci un attimo. L’Ospedale che ci ha ospitato era di costruzione relativamente recente e adeguato alle necessità del luogo. La Direzione dell’Ospedale ha messo a nostra disposizione 3 camere operatorie (ciascuna con 2 postazioni operatorie) più una camera per gli interventi in anestesia locale, una Recovery Room e un’area per la degenza notturna. La strumentazione necessaria è stata fornita, come di consueto, da Operation Smile.

Durante lo screening sono stati visitati oltre 200 pazienti. La gran parte erano bambini di differenti età, circa la metà dei quali affetti da labioschisi e l’altra metà da palatoschisi. Si sono presentati anche molti adulti affetti da labioschisi che non avevano mai saputo prima di questa opportunità operatoria.

In 5 giorni di sedute chirurgiche sono stati operati 150 pazienti! 

Durante questa missione ho provato delle emozioni fortissime. Mi vengono in mente le lacrime di gioia di un ragazzo di 35 anni affetto da labioschisi, che dopo l’intervento si è guardato allo specchio e si è messo a piangere affermando che finalmente poteva costruirsi una famiglia poiché fino a quel momento era sempre stato emarginato da tutti per il suo problema. La vita non era stata generosa con lui, aveva perso la mamma ed il fratello e viveva in solitudine. Era estremamente felice del suo nuovo aspetto.

L’ultimo giorno, prima di ripartire, siamo andati a visitare le persone operate allo shelter (il luogo dove alloggiavano i pazienti e le loro famiglie). Appena entrati abbiamo visto una folla incredibile di persone correrci incontro e gridare: Thank you Operation Smile!

Quando siamo scesi dal bus si sono buttati verso di noi abbracciandoci e ringraziandoci con una danza tribale che esprimeva la loro felicità e gratitudine. E’ stato un momento di grande commozione!

I bambini ci salivano sulle spalle, ci prendevano per mano e ci accompagnavano all’interno del campo.

Tornare alla quotidianità dopo un’esperienza del genere è davvero difficile! 

Le emozioni che si vivono durante una missione rappresentano il motore che mi spinge a voler ripartire e poi ci sono loro, i bambini. Si tratta di bambini che non sono in grado di alimentarsi correttamente (per la labioschisi) e non sono in grado di parlare correttamente (per la palatoschisi). Sono esposti a rischi di infezioni e presentano malnutrizione quindi la salute è più cagionevole. In aggiunta vengono emarginati dalla società e, a volte, anche dai familiari. Un intervento di una o due ore può davvero cambiare loro la vita e noi possiamo essere gli artefici di questo cambiamento. 

“Ogni bambino con una malformazione al volto è una nostra responsabilità. Se non ci prendiamo cura di lui, non c’è garanzia che qualcuno lo farà.”

- Kathy Magee, Co –Fondatrice e Presidente di Operation Smile