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L’arrivo in ospedale è il momento più emoziante

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Romilda Angeloro, infermiera strumentista
Missione a Comayagua, Honduras 23-30 Aprile 2016

Sono da poco rientrata da Comayagua, Honduras, e questa è stata la mia prima missione con Operation Smile.

Appena arrivata ho trovato un team composto da volontari provenienti da diversi Paesi del mondo tra cui i chirurghi italiani Domenico Scopelliti, Alberto Bianchi e Mario Ferrari, con i quali sono partita, e la specializzanda Giulia Amodeo. Abbiamo operato su tre tavoli operatori. L’Ospedale di Santa Teresa è una struttura di piccole dimensioni, priva di apparecchi elettromedicali, ausili e materiale sanitario.

Nonostante questo, Operation Smile è riuscita ad allestire tutte le sale operatorie e il reparto, fornendo un’assistenza d’eccellenza e lavorando con un metodo ed un approccio che ha rispettato standard di alto livello.

Durante lo screening sono stati visitati circa 125 bambini nati con labiopalatoschisi, molti dei quali piccolissimi, di un anno o poco più, e alcuni bambini più grandi. Sono stati operati più di 50 bambini, quasi tutti casi complessi. 

Mi ha colpito molto lo spirito di tutti i volontari e la grande empatia instaurata con i piccoli pazienti, è stata la dimostrazione di come il rapporto di fiducia, unito alla grande professionalità dei volontari e agli strumenti forniti, possano realizzare una grande missione: donare sorrisi.

Ho lavorato con un’equipe meravigliosa fatta di persone molto competenti e con le quali si è creato un bellissimo legame fin da subito.

Il momento più emozionante per me è stato l’arrivo in ospedale. Ho visto centinaia di bambini accompagnati dai genitori in attesa da ore, sui loro volti l’espressione della speranza di poter essere operati e la gratitudine, che ripaga della fatica di una missione e del coraggio di attraversare il pianeta per giungere a loro. Ho provato un’emozione così intensa da non riuscire a trattenere le lacrime. 

Resteranno sempre impressi nella mia mente i bambini più grandi, che rispondevano ai nostri sorrisi mettendosi timidamente la mano davanti alla bocca. Quel gesto non lo dimenticherò più e sapere di aver dato il mio piccolo contributo per questa causa dà un senso alla parola ‘valore’.

Partire in missione è stata la realizzazione di un desiderio che avevo fin da bambina.

Adesso non vedo l’ora di ripartire: l’emozione che si prova è davvero unica.

“Ogni bambino con una malformazione al volto è una nostra responsabilità. Se non ci prendiamo cura di lui, non c’è garanzia che qualcuno lo farà.”

- Kathy Magee, Co –Fondatrice e Presidente di Operation Smile