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La mia prima esperienza come volontario dello Student Programs

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Vincenzo Filippone Thaulero - Student Programs
Taranto, 8-10 luglio

E’ sera, molti di noi sono alla prima esperienza come volontari dello Student Programs Italia. Gli sguardi sono tutti puntanti verso la Nave Cavour.

Il primo giorno, è stata la giornata delle visite dove ho conosciuto la famiglia di Domenico, un bambino di 10 anni che sarebbe stato poi operato il giorno seguente. Il papà, la mamma, il cugino con la compagna non avevano occhi che per lui.

Stavano affidando il loro piccolo nelle mani di persone che non conoscevano.

Penserete, non si tratta di una malattia difficilmente curabile, quindi non c’è tanto da essere preoccupati perché la labiopalatoschisi è solo un problema estetico. Invece non si tratta soltanto di un “problema estetico”, spesso questa “malformazione” causa gravi problemi alle vie respiratorie e uditive, spesso causa disagi sociali nel paziente che da alcuni viene visto come un “mostro”, un diverso. Purtroppo sono testimone del fatto che ancora oggi, in Italia, chi ha un problema, spesso viene emarginato.

Domenico correva su e giù per i corridoi della nave con il suo palloncino bianco e cercava di tranquillizzare tutti. Nato a San Pietroburgo è stato adottato da piccolo, pur essendo nato con una malformazione al volto.

“Daremmo la nostra vita per lui, noi l’abbiamo sempre voluto, è tutto quello in cui crediamo”-queste sono le parole dei genitori.

Il mattino dopo eravamo pronti. In due ore di intervento, i medici erano perfettamente coordinati tra di loro e regnava la concentrazione assoluta.

Aspettai un po’ prima di andare a visitare Domenico, dopo il risveglio.
Non dimenticherò mai i volti della sua famiglia subito dopo aver saputo che tutto era andato bene.

Questa breve esperienza, mi ha fatto vedere per cosa abbiamo lavorato in questi anni come volontari dello Student Programs, ma soprattutto mi ha insegnato molto. Mi ha insegnato che un uomo in una squadra, solida con un comune obiettivo, può rendere l’impossibile possibile. Mi ha insegnato che i più piccoli sono i più grandi. Dove per noi il bicchiere è mezzo vuoto, per loro è sempre mezzo pieno e in quella quantità di acqua che a noi sembra ridicola, loro ci vedono oceani, “mari di sorrisi” dove i loro sogni, come navi, possono navigare.
Dove noi vediamo un problema, i bambini vedono un motivo per darci un abbraccio e sorriderci. Forse non siamo noi che portiamo speranza a queste persone, forse sono loro che riempiono i nostri cuori di questo sentimento.

“Ogni bambino con una malformazione al volto è una nostra responsabilità. Se non ci prendiamo cura di lui, non c’è garanzia che qualcuno lo farà.”

- Kathy Magee, Co –Fondatrice e Presidente di Operation Smile