Siete qui: Home
Bookmark and Share    

Testimonianze



L'esperienza di Carlo a Osio
Perché sono entrato ad Operation Smile, cosa mi ha dato

Conoscere Operation Smile è stato come un fulmine a ciel sereno, solamente che non ha portato tempesta ma serenità. L’incontro è stato casuale: durante una delle tante iniziative pubbliche che svolgono, mi sono avvicinato incuriosito; ammetto che non conoscevo affatto l’organizzazione e la prima cosa che mi colpì, quel giorno, fu l’immagine di un bambino col volto sfigurato e la bocca rotta. Andiamo con ordine: era Dicembre del 2004, solite luci, solite musichette e tappetini rossi lungo le strade che vorrebbero fare tanto Natale, ma che, dopo mezz’ora di pioggia, fanno solamente schifo. Il mio animo era, al solito, diviso tra la tentazione verso acquisti scintillanti e, momentaneamente, appaganti e la necessità, che a Natale si fa sempre più pungente, di fare qualcosa di meno scintillante, ma maggiormente appagante, come la solidarietà. A 29 anni si è stanchi di limitarsi a riempire un c/c postale e conservare la ricevuta come un totem per la nostra coscienza, si vuole qualcosa di più. Avevo negli occhi ancora le terribili immagini del massacro di Beslan, il vedere quelle scene, esperienze personali che mi avevano in quell’autunno agitatissimo portato a contatto con l’infanzia sofferente, mi avevano reso particolarmente sensibile verso le infanzie rubate. Entrare lì, in quella strada, vedere le fotografie di piccoli devastati dalla labiopalatoschisi ed avvicinarmi è stato un attimo. L’incoscienza dell’istinto mi ha portato vicino ad Operation Smile: mentre mi avvicinavo sentivo che non volevo solamente andare a prendere depliant informativi, e nemmeno a ritirare il famigerato modulo di conto corrente... avrei voluto fare molto di più. Senza nemmeno che me ne accorgessi mi proposi come volontario; l’aspetto più comico di questa vicenda è un altro: non sono né medico né infermiere. Ho solo una laurea in Lettere. Non feci nemmeno in tempo a finire di propormi che già mi sarei voluto tagliare la lingua: “Carlo, come ti è venuto in mente? - pensavo tra me e me - Questi hanno bisogno di medici, anestesisti, infermieri: tu che vorresti fare? Roba che quando ti levano il sangue perché devi fare le analisi ti senti male...” La mia interlocutrice accolse con entusiasmo la mia proposta: “Cosa sai fare? Quale è la tua qualifica personale?” Non nascondo l’imbarazzo nel dirle che ero solo laureato in lettere. Mi aspettavo il solito ringraziamento di circostanza, grazie lo stesso. No. Anche per me ci sarebbe stato posto...

Passato il Natale, senza nemmeno sapere in base a quale logica razionale, mi ritrovai qui a prestare la mia opera di volontario come addetto stampa per Operation Smile. Alla fine di questo 2005, credo sia giusto tirare un po’ di somme: è stato un anno bello; certamente, come in tutti gli uffici, si sono passati momenti memorabili e momenti meno; certamente, come in tutti gli uffici, ci sono stati giorni nei quali non avanza nemmeno un minuto per prendere aria, e altri nei quali di minuti, forse, ne avanzano pure troppi; certamente... tutti conosciamo la vita nel mondo del lavoro, è inutile andare oltre! E’ stata, e spero che continui ad esserlo, un’esperienza unica: l’aver capito che ogni specializzazione, ogni attività può essere utile per aiutare il prossimo. In fin dei conti io sono capace solo a scrivere, che aiuto, mai, avrei potuto dare a persone malate, ai genitori di bambini con gravi malformazioni, magari nati in posti lontani migliaia e migliaia di chilometri da casa mia, che parlano una lingua a me ignota? Sarebbe stato facile rifugiarsi dietro ad un semplice “nessuno”, sarebbe stato facile e scoraggiante, mi avrebbe fatto perdere fiducia nel mondo e in me stesso. Ecco, se potessi trasmettere qualcosa nel raccontare questa mia esperienza, certamente cercherei di trasmettere il senso di utilità collettiva, pur non potendo, pur non essendo in grado, di intervenire sul campo. Ogni volta che sento qualcuno che ha conosciuto Operation Smile dopo che sono arrivato anch’io, ho la piacevole sensazione che si prova quando si presenta un’amica ad un amico, e poi si è invitati come testimone per le loro nozze! Sicuramente in queste mie parole c’è più di un pizzico di megalomania, ma, finché rimane dentro me stesso, mi aiuta ad attraversare Roma con la macchina prima, la metropolitana, un autobus ed, infine, un chilometro scarso a piedi per venire qui ad Operation Smile. Riconosco che l’esperienza è stata formativa anche dal punto di vista caratteriale: non credo mi prenderanno mai più paturnie e malori quando mi capiterà di fare qualche analisi del sangue. Una delle prime cose che mi hanno sottoposto, quasi un rito iniziatico, anzi IL rito iniziatico per i futuri chirurghi, sono state le fotografie, i cosiddetti “Before” dei bambini che i nostri chirurghi andavano ad operare. Ricordo quella mattina di Gennaio come fosse ieri, la mia responsabile mi chiamò, mi disse: “Guarda qui, sul computer” cose assolutamente indescrivibili. L’ignoranza, la non conoscenza porterebbe a definire quei fanciulli come “mostri”. Sinceramente non credevo che potessero nascere bambini con simili deformazioni. Mi hanno raccontato che man mano che vedevo quelle immagini il mio volto assumeva sempre più la colorazione di un lenzuolo ben lavato, il candore di un iceberg... A distanza di poco meno di un anno da quel giorno poco prima di Natale posso dire di essere stato fortunato: temevo che questa mia grafomania rimanesse qualcosa di inespresso ed inesprimibile. Soprattutto qualcosa di fondamentalmente inutile, invece ho scoperto che è utile, che serve a migliorare la vita di qualcuno, nel suo piccolo serve a persone col cuore grande a conoscere Operation Smile. E la sera, ogni sera, vado a dormire più contento!
Sostienici
Ogni 3 minuti un bambino nasce con una schisi

DONA ONLINE
Bomboniere e Pergemene Solidali
Operazione Sorriso in Citta'
 


Facebook

Twitter

You Tube
Fondazione Operation Smile Italia Onlus - Sede Legale e Organizzativa: Via Po 72 - 00198 Roma      Tel. 06 85305318