Siete qui: Home
Bookmark and Share    

Testimonianze



Rita Chiaramonte
Operation Smile e la scuola: LA VITTORIA DELLA SOLIDARIETA'
Quante strade utilizza il bene per operare!

Anche in una serata mondana, sullo sfondo di una Roma maestosa ammirata dalla terrazza di un albergo altrettanto maestoso, tra numerosi invitati, è possibile che il bene faccia capolino, s'insinui nei pensieri e nelle parole di qualcuno che pur assaporando tanta bellezza non dimentica chi è meno fortunato. A me è capitato di sperimentare in una sera così la forza del bene. L'ho vista negli occhi di un uomo mai incontrato prima seduto accanto a me ad un tavolo finemente apparecchiato. Dopo l'imbarazzo iniziale, superato con poche parole di convenevole, la conversazione ha preso durante la serata una piega diversa. Capita raramente di poter parlare con qualcuno che comprende la passione che metti nel lavoro, che condivide l'amarezza che scaturisce da chi è lasciato solo ad agire guidato da una professionalità provata duramente; che non cerchi di fare aggiustamenti a problemi seri con valutazioni spicciole e riduttive. Si può dialogare e incontrarsi anche se si parte da vissuti diversi, anche se il lavoro che esercita chi ti ascolta è di segno opposto al tuo. Si può scoprire che un'insegnante di lettere e un chirurgo plastico possono avere un comune terreno di intenti. La condivisione di un pensiero di bene. Fabio ha sposato una causa: donare il sorriso a chi non può sorridere.

E sono tanti coloro che non possono sorridere. Una media statistica dice che nei paesi sottosviluppati nasce un bambino ogni cinquecento con malformazioni labiali che lo limitano non solo nell'alimentazione, è già questo è grave, ma lo portano anche ad essere un emarginato all'interno del suo stesso contesto di povertà e di sfortuna. Quante volte deve soffrire un essere umano? Fabio sa che un intervento di chirurgia plastica di quarantacinque minuti può alleviare delle sofferenze profonde, può restituire la possibilità di vivere con dignità. Questo è diventato il pensiero dominante della sua vita. Concentra il suo tempo libero in settimane di missione insieme a dei professionisti che come lui condividono le stesse scelte e va dove la gente aspetta di trasformare la speranza in realtà. E' diventato presidente nel 2000 della sezione italiana di Operation Smile, l'Associazione nata in America nel 1982, per intensificare l'opera di volontari specializzati in campo medico, sanitario e sociale. Eppure non basta. Non si può convogliare su pochi il destino di molti. E' necessario che anche altri siano coinvolti in un'operazione di bene. Molti altri. E l'aiuto può venire da qualunque direzione. Anche dalla scuola. Ma in che modo la scuola può interagire con il pensiero di Fabio? Nella misura di un valore. La solidarietà. Perché i giovani sanno rispondere sul piano della solidarietà. “Sono stupendi” mi hanno detto alcuni dello staff di Operation Smile, mentre assistevano ad uno spettacolo organizzato pochi giorni fa dagli studenti dell'Istituto d'Arte di via del Frantoio. Commossi hanno applaudito alle canzoni, ai balli, alla mostra allestita con i manufatti di quei ragazzi, che nella volontà di fare qualcosa di concreto per una giusta causa hanno dato il meglio di sé. La stessa operazione si era verificata alla vigilia di Natale in un'altra scuola della periferia romana, l'Istituto “Sibilla Aleramo”. Tra incontri avvenuti e altri in preparazione le scuole romane sono in fermento. Il consenso è prima di tutto dei docenti che, contattati personalmente, danno risposta immediata all'iniziativa, comprendono la valenza etica che c'è dietro l'organizzare eventi ricreativi, sportivi da parte degli studenti a sostegno delle attività svolte dall'Associazione. “E' qualcosa che mi è venuto incontro” dico ad un certo punto della conversazione quando vedo nei loro occhi quella domanda curiosa “perché?”. Il pensiero di dedicare un po' del mio tempo agli altri mi ha sfiorato parecchie volte, di motivi per non farlo ne ho trovati tanti giustificandomi bene, la verità è che non ero ancora pronta. E' stato Fabio a darmi la spinta, coinvolgendo non solo me ma anche il mondo della scuola in cui vivo la maggior parte della mia giornata e quindi della mia vita, con un progetto sul volontariato che prevede anche il riconoscimento di crediti formativi per gli studenti che partecipano alle varie iniziative e che potrebbe avere nel tempo ampi sviluppi sul piano di stage operativi. A settembre, dopo aver messo a punto alcuni aspetti dell'idea insieme ai responsabili della sede, si è cominciato a sondare la disponibilità delle scuole. E' esaltante comunicare quello che ti prende nel cuore agli altri e cercare di far presa ai loro cuori. E il risultato è che le persone davvero si attivano, riescono a riunire in aula magna tanti ragazzi che nella diversità dei loro piercing, tatuaggi, capelli rasta, ascoltano le parole di chi li mette a parte di una ricca esperienza di vita, del modo in cui come medico o come infermiere, o come organizzatore di missioni, collabora a dare nuova esistenza a chi soffre; il risultato è soprattutto accorgersi che tra un atteggiamento indolente, una risata, un sms, tutti indistintamente prestano comunque orecchio. In quell'incontro viene gettato un seme. C'è chi riesce a cogliere subito un'occasione per la propria vita, chi dovrà ancora aspettare. Com'è successo a me. A quindici anni ero troppo impegnata a contestare il mondo per accorgermi degli altri. Pretendevo un dialogo costruttivo con gli adulti, buttando all'aria anche il buono da salvare. In tanti abbiamo agito così e continuiamo a farlo. Anche se siamo rientrati nei ranghi tiriamo fuori i capelli lunghi e le gonne corte quando vogliamo fare i grandi con i nostri ragazzi denigrando i loro tentativi di contestazione perché solo noi ci sentivamo nel giusto, sentivamo di lottare per una società migliore, e non ci rendiamo conto di togliere ai nostri giovani i loro sogni. Certo non è facile parlare con chi ti provoca ogni giorno, che è sordo ad ogni richiamo, ribelle ad ogni disciplina, e la mancanza di tempo, che è diventata la nostra dannazione, contribuisce nell'opera d'allontanamento. Eppure se c'è la volontà di incontrare l'altro si può scalfire la strafottenza, ammorbidire il muro di gomma e scoprire che sotto l'atteggiamento spavaldo c'è un cuore che soffre le crisi di crescita, che si sente disperato nella solitudine forzata voluta da un sistema peggiore di quello che ci siamo illusi di aver distrutto, lo stesso cuore è pronto ad aprirsi con più autenticità della ragazzina che ero io, è pronto a riconoscere il dolore dell'altro e a condividerlo. Sono ragazzi meravigliosi i nostri, ma li conosciamo troppo poco, continuiamo a seppellirli di materialità e gli neghiamo un pensiero, abbiamo davanti corpi di grandi con anime di bambini. E' bastato un segnale e tutto è stato possibile. Hanno risposto in tanti. Hanno capito che loro sono importanti per qualcun altro. Hanno trovato una strada per arrivare in qualsiasi posto della terra per consolare chi soffre seguendo il sentiero del bene. Qualcuno già vorrebbe partire in missione, e l'Associazione insieme alla scuola ha previsto una possibile partecipazione per i ragazzi del V anno di corso, in qualità di Child Life Specialist, per intrattenere così i bambini che aspettano di essere operati. I giovani, dunque, sono pronti ad entusiasmarsi per un'idea di vita. A noi spetta il compito di incoraggiarli. E forse la paura del vuoto che oggi li attanaglia dentro si dileguerà davanti al sorriso di chi non poteva sorridere.
Sostienici
Ogni 3 minuti un bambino nasce con una schisi

DONA ONLINE
Bomboniere e Pergemene Solidali
Operazione Sorriso in Citta'
 


Facebook

Twitter

You Tube
Fondazione Operation Smile Italia Onlus - Sede Legale e Organizzativa: Via Po 72 - 00198 Roma      Tel. 06 85305318