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TestimonianzeIntervista a Dott.ssa Marina Sammartino Medico Anestesista presso il Policlinico Gemelli Responsabile degli Anestesisti ed Intensivisti di Operation Smile Italia Onlus Come mai si è ritrovata a far parte di Operation Smile Itala Onlus? In realtà sono molti anni che partecipo a questo tipo di attività, e nel 2001 sono stata contattata da un collega Anestesista, il Dott. Fabio Raponi, che già collaborava con Operation Smile Italia Onlus, il quale conoscendo le mie passate esperienze all'estero e la mia dedizione all'Anestesia Pediatrica, mi ha coinvolto nell'Organizzazione. Perchè Anestesia Pediatrica? Perché, effettivamente, la maggior parte dei pazienti che operiamo nelle nostre missioni sono bambini dai 5/6 mesi in sù. È diverso il lavoro in missione rispetto al quotidiano? Completamente. Si lavora in condizioni nettamente diverse da quelle cui siamo abituati: in primo luogo le attrezzature sono limitate e non sono mai uguali a quelle cui siamo abituati “a casa nostra”. Non possiamo pensare di poter disporre, per esempio, di una terapia intensiva attrezzata dove è possibile monitorare nel post-operatorio i pazienti più gravi. Proprio per questo va fatto uno screening iniziale nel quale si selezionano i pazienti in base alle possibilità di assistenza intra e post – operatoria. Logicamente non possiamo operare quei pazienti che richiederebbero grossa chirurgia ricostruttiva: per questi pazienti cerchiamo di trovare una soluzione, trasferendoli in America o in Italia, dove possano essere trattati nella massima sicurezza. Ci vuole molto spirito di adattamento e bisogna fare di tutto per essere parte di una “squadra” compatta: il nostro motto in missione è “Be flexible!”, quindi adattarsi agli altri e ai protocolli che devono essere validi per tutti. È pesante una giornata in missione? Abbastanza, ma forse non più di quanto lo sia qui: è lo spirito che è diverso, forse ti aiuta il pensiero che è indispensabile, che se non lo fai tu, quel bambino non avrà una vita sociale, non comunicherà con gli altri. In missione non esiste non addormentare quel bambino per l'intervento e rimandarlo a domani solo perché è tardi, perché sei stanco: la seduta operatoria finisce quando tutta la lista operatoria è terminata. Come seleziona i medici Anestesisti o Intensivisti Pediatrici che vogliono partecipare alle missioni? Richiediamo una certa esperienza in anestesia pediatrica: non è possibile imparare l'anestesia in missione, siamo noi che dobbiamo insegnare ai colleghi locali il più possibile, in modo che in futuro possano autonomizzarsi, perché anche questo è un proposito di Operation Smile. Un altro requisito, molto importante, è la conoscenza della lingua inglese: non è indispensabile una pronuncia perfetta, ma è basilare capire e farsi capire. Nel lavoro dell'Anestesista ci sono molte situazioni di emergenza già difficili da affrontare, e non si può rischiare di non riuscire a gestirle per problemi di lingua. Infine, come è già stato detto più volte, è indispensabile lo spirito di adattamento. In quali Paesi è già stata e dove andrà prossimamente? Sono stata in Romania, Kenya, Giordania, Marocco. Le prossime missioni saranno in India, Bielorussia, Cina e Siberia. Data l'instabilità politica – economica di questi Paesi, non ha paura a partire? Non ci penso, sono fatalista, credo che tutto sia scritto... e poi, se penso a quei bambini con i grandi occhi che sorridono, a quelle mamme che ci abbracciano e ripetono:”thank you, thank you”...ho una terribile voglia di partire già domani!
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