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TestimonianzeTestimonianza di Roberta Toto, anestesista, di ritorno dalla missione in Etiopia, luglio 2007 Dedicato a chi è confuso... Sono partita per la missione molto confusa: sono pronta a confrontarmi con “i bambini poveri e malati”, il grande spauracchio delle nostre coscienze? Sarò in grado superare lo stadio della pietà ed appassionarmi davvero? Farò bene o farò male? I primi due occhi etiopi che ho incrociato, per la verità anche un po’ storti, erano lì e aspettavano che io mi dessi delle risposte. Aspettavano senza chiedere, senza paura, grandi, neri, profondi, liquidi, coscienti o non coscienti della loro deformità. Aspettavano un sorriso nuovo, una maglietta pulita, una matita verde acqua, un ciuccio, qualcuno che insegnasse loro il giro-tondo o qualcuno a cui insegnare la loro “break dance” improvvisata. Aspettavano qualcosa che ancora non so. Io le risposte alle mie domande ancora non me le sono date; l’unica certezza è che non vedo l’ora di partire per la mia quarta missione…
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