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TestimonianzeMichela Marzola, anestesista WJoS 7 – 17 novembre 2007, Casablanca (Marocco) Sono tornata da poco dal Marocco, la mia prima missione. Tanti mi chiedono: “Allora, com’è andata?” “Bene.” rispondo, “benissimo. E’ stata un’esperienza straordinaria…” E poi racconto, cerco di raccontare quello che ho vissuto. Ma è difficile cercare di spiegare le sensazioni provate. Allora, se posso, mostro le foto… Tante, tantissime… e un po’ mi sembra di dare voce alle emozioni. La prima foto…l’immagine di una moltitudine chiassosa e infreddolita, venuta anche da 700 km di distanza, che ci aspetta, già alle 7 di mattina, fuori dall’ospedale per lo screening preoperatorio… le mamme nelle loro vesti colorate, i foulard intorno alla testa e gli ampi scialli con cui portano i figli in spalla; i papà nei loro abiti modesti; i bambini un po’ timorosi, un po’ incuriositi che si rincorrono sul piazzale polveroso… E da li’ in poi tante, tante foto… …volti in cui è dipinta l’attesa e la speranza per quell’intervento così tanto desiderato da cancellare ogni pur comprensibile timore; …sorrisi quasi abbozzati ma dolcissimi e sinceri, come sanno essere, sempre e comunque, solo quelli dei bambini; …occhi a volte un po’ malinconici, a volte quasi tristi, ma che si illuminano davanti ad una caramella o ad un giochino; …abbracci di gioia, di incredulità, di riconoscenza, tanta, quasi troppa, per il lavoro fatto o anche solo per essere lì. Shukran (grazie) è quello che ci hanno ripetuto più e più volte i bimbi, le famiglie… Ma "shukran " è quello che penso di dover dire io per la possibilità che ho avuto di toccare con mano quest’umanità così dolente che nella sua sofferenza, nella sua dignitosa povertà, nella sua semplicità disarmante mi ha restituito molto più di quello che ho potuto dare e mi ha riempito il cuore. Alla prossima….
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